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Santiago Calatrava. Nella Luce di Napoli

06 dicembre 2019/10 maggio 2020

Museo di Capodimonte, secondo piano
Real Bosco di Capodimonte, Cellaio

 

Artista, ingegnere, scultore, disegnatore e ceramista, Santiago Calatrava espone per la prima volta al Museo e Real Bosco di Capodimonte con la nuova mostra "Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli".
Quattrocento opere tra modelli architettonici, accompagnati dai relativi studi preparatori, dipinti in acquerello, pastelli, carboncini, ceramiche e sculture guideranno il visitatore alla scoperta della ricca e poliedrica produzione artistica del maestro valenciano, rivelando l’amore di Calatrava per la città di Napoli, culla e porto del Mediterraneo, crocevia di culture e civiltà differenti.
Un’esposizione curata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei POC Programma Operativo Complementare 2014-2020, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, e realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava.
Tra le opere esposte al Museo, si potranno ammirare le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate: la Stazione dell’Aeroporto di Lione “Saint-Exupéry” o il World Trade Center Trasportation Hub di New York, meglio noto come “Oculus”, testimone e memoria dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle e simbolo di rinascita della città grazie alla leggerezza delle sue “ali di uccello”. Arricchiranno l’esposizione anche idee e progetti ancora da realizzare, dagli Sharq Crossing Bridges, tre diversi tipi di ponti interconnessi per la città di Doha in Qatar, al Ponte per Genova (nelle tre versioni “Ponte ad Arco”, “Ponte Continuo” e “Ponte Strallato”) disegnato e offerto alla città dopo il crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018.
In mostra anche le sculture di tutte le sue fasi artistiche, geometrica, matematica, astratta, cinetica e antropomorfa, realizzate in materiali tra loro molto diversi: dall’ebano, marmo bianco, alabastro, rame dorato, alluminio, granito nero fino al bronzo.
Le prime sculture furono realizzate negli anni ’80 e sono composte da diversi cubi geometrici in pietra pesante in tensione, collegati principalmente da cavi d’acciaio, come si vede chiaramente nella sua scultura Musical Star (da lui scelta come immagine guida della mostra). Opere capaci di comunicare quel senso di leggerezza che troviamo in tutti i suoi edifici. Accanto ad esse opere di forme astratte ispirate all’arte delle Cicladi e poi successivamente sculture ispirate alla natura e alle piante.
Saranno inoltre esposte per la prima volta a Napoli sei sculture in ferro ispirate ai guerrieri della facciata principale del tempio greco di Aegina, intitolate aeginets, conservate alla Glyptothek di Monaco. Si tratta di un gruppo di sculture antropomorfe, sintesi di tutta la sua carriera scultorea, che rappresentano un ponte metaforico tra il XXI secolo e la Napoli simbolo della cultura ellenistica.
La mostra dedica un’ampia sezione agli acquerelli di grande formato realizzati su carta cinese, e ai dipinti a pastello e carboncini in cui Calatrava ritrae tori dalle lunghe corna bianche, alberi dalle forme stilizzate, e disegni che esplorano la sinuosità del corpo femminile, resa attraverso l’osservazione dal vero, come insegnava la formazione accademica. Calatrava comincia da giovanissimo a disegnare il corpo umano per esplorarne il senso e la dinamica del movimento, base del suo linguaggio architettonico.
La mostra occuperà anche gli spazi del Cellaio nel Real Bosco di Capodimonte, edificio di epoca borbonica utilizzato per la conservazione delle derrate alimentari: oltre cinquanta opere in ceramica esposte in un ideale dialogo con l’antica produzione della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte, fondata da Carlo di Borbone nel 1743.
La ceramica è una materia che Calatrava ha conosciuto in Spagna a Manises, a nord Valencia, dove egli studiò presso una delle più grandi scuole europee, e ciò che l’artista maggiormente apprezza di quest’arte è la sua tecnica ancestrale, il meticoloso processo necessario per trasformare un materiale primordiale in un oggetto di estremo lusso, noto per il suo valore diplomatico presso le corti europee del Settecento.
Alcune delle ceramiche in mostra riprendono le figure rosse su fondo nero della tradizione ellenica e mediterranea, di cui si trova traccia anche nella produzione celtiberica, e l’uso di colori e di pigmenti primitivi – terre, ocra, neri – richiama l’ancestrale funzione totemica del segno.
La mostra Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli offre una riflessione senza precedenti sui suoi quarant’anni di carriera, svela la sua ricca produzione artistica attraverso una prospettiva e una chiave di lettura completamente nuove, date dalla luce, componente fondamentale di ogni sua grande architettura.

L’esposizione è stata ideata dallo Studio Calatrava e realizzata in collaborazione con lo studio di progettazione ing. Vito Avino e il funzionario architetto del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Renata Marmo. Fondamentale l’apporto dei partner tecnici: Tessuti d’arte Annamaria Alois di San Leucio (Caserta), Ance-Aies Salerno, Cimolai Spa, FioreLegno srl, Ferrara Costruzioni, i Guzzini illuninazione Spa, Antonio Perotti Design, Gesac-Aeroporto internazionale di Napoli e la rivista AD per la media-partnership. L’esposizione si è avvalsa della collaborazione dell’associazione Amici di Capodimonte onlus e dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli-DeSanctis / Real Fabbrica di Capodimonte.

 

 

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